martedì, luglio 31
giovedì, luglio 26
lunedì, luglio 23
Nicolas Evariste.....
......... è un fotografo 26enne francese. Ha iniziato a fotografare circa 6 anni fa ed è stato subito attratto dalle immagini in bianco e nero e dal formato quadrato delle fotografie.
Adora particolarmente effettuare scatti che ritraggono animali, come è possibile vedere in queste splendide immagini che fanno parte della serie Dark Zoo dell’artista francese.
domenica, luglio 22
Sesto Aurelio Properzio
E’ un amore impossibile” mi dici.
“E’ un amore impossibile” ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso.
Ti penso giorno e notte
e mi domando se stai pensando a me,
mentre ti penso”.
La società, le regole, i doveri…
ma tremi quando stringo le tue mani.
“Meglio felici o meglio allineati?”,
Ti chiedo. E il tuo sorriso accende il giorno,
cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile”, ti dico.
“Questo amore è possibile”, mi dici.”
ALBERTO NESSI.......A COSA PENSI?
A cosa pensi? A tante cose, dicevi,
il silenzio era neve sulla tela cerata
sotto le corolle del lampadario
copriva l'erba delle parole taciute
ed io a cosa penso adesso nell'età
della perdita, quando il falco
si libra sempre più alto nel cielo
più lontano dai fuochi che m'accesero
penso alle cose che non ci si dice mai
inciampo nelle radici e nelle liane
qui nei boschi dove tua madre ragazza
si lasciò prendere da un lavorante
ascolto l'uccello dal capo azzurro
che annuncia il crepuscolo dell'alba
sopra i rottami dei sogni, scruto
la macchia bruna sul mio viso
e tengo d'occhio il petalo che reca
un'eco della tua luce. Nell'ora del bilancio
ci sei tu che fai i conti a matita
sul foglio quadrettato del notes
c'è la tua collana di perle finte
il gelato nel bicchierino che ti portavo
i pomeriggi d'estate dal bar vicino,
l'erba segreta del nostro silenzio.
BLAS DE OTERO....... PARLEREBBERO I MIEI OCCHI
Parlerebbero i miei occhi se le mie labbra
ammutolissero. Potrei restare cieco,
e la mia mano destra continuerebbe
a parlare, parlare, parlare.
Debbo dire “Ho visto”. E taccio
stringendo gli occhi. Giurerei
di no, che non ho visto. E mentirei,
parlando, parlando, parlando.
Ma debbo tacere e tanto tacere,
c’è tanto da dire, che chiuderei
gli occhi, e starei tutto il giorno,
parlando, parlando, parlando.
Dio mi liberi dal vedere quello che è chiaro.
Ah, che tristezza. Potrei tagliarmi
le mani. E il mio sangue continuerebbe
a parlare, parlare, parlare.
mercoledì, luglio 11
KATERINE MANSFIELD.......VOCI DELL'ARIA
E poi arriva quel momento raro
quando per un misterioso motivo
piccole voci dell'aria
vincono sul mare ed il vento.
Il mare ed il vento devono obbedire
sospirando e sussurrando due note
basse e prolungate, paghi di suonare
un accordo ronzante per piccole gole -
Piccole gole che cantano e salgono
verso la luce con sorprendente facilità
e una specie di magico, dolce stupore
di ascoltarsi e riconoscersi l'una con l'altra -
Per queste piccole voci: l'ape, la mosca,
la foglia che vibra, il guscio che s'incrina,
la brezza che incurva l'erba del prato
il ronzio improvviso che fanno gli insetti.
domenica, luglio 1
ISHAK ALIOUI........IO VIVO TRA LE NUVOLE
Io vivo fra le nuvole. La realtà non è per me.
La gente dice che devo scendere.
Che le nuvole non sono un luogo per diventare adulti.
Io sorrido a loro.
Forse un giorno, dico forse un giorno qualcuno verrà verso il basso.
Ma io mai.
La realtà non è per me.
Io resterò qui.
La vista è abbastanza mozzafiato.
ANNA ACHMATOVA....... A MOLTI
Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato
il riflesso del vostro volto,
i vani palpiti di vane ali.
fa lo stesso, sino alla fine io sto con voi.
Ecco perché amate così cúpidi
me, nel mio peccato e nel mio male,
perché affidaste a me ciecamente
il migliore dei vostri figli;
perché nemmeno chiedeste di lui,
mai, e la mia casa vuota per sempre
velaste di fumose lodi.
E dicono: non ci si può fondere più strettamente,
non si può amare più perdutamente...
Come vuole l’ombra staccarsi dal corpo,
come vuole la carne separarsi dall’anima,
così io adesso voglio essere scordata.
così io adesso voglio essere scordata.
venerdì, giugno 29
martedì, giugno 12
RAYMOND CARVER
Ultimo frammento
E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos'è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos'è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.
La finestra
Stanotte è arrivato un temporale e ha fatto saltare
l'elettricità. Quando ho guardato fuori
dalla finestra, gli alberi erano traslucidi.
Curvi e ricoperti di brina. Una calma enorme
s'estendeva sull'intera campagna.
Pur sapendo che non era vero, in quel momento
avevo la sensazione di non aver mai fatto, in vita
mia, una falsa promessa né d'aver mai commesso
neanche un atto impuro. I miei pensieri
erano pieni di virtù. Più tardi, nella mattinata,
naturalmente, hanno riattaccato l'elettricità.
Il sole è uscito da dietro le nuvole
e ha sciolto la brinata.
E tutto è tornato come prima.
Paura
Paura di vedere la macchina della polizia fermarsi davanti casa.
Paura di addormentarsi la notte.
Paura di non addormentarsi.
Paura del ritorno del passato.
Paura del presente che fugge.
Paura del telefono che squilla nel cuore della notte.
Paura delle tempeste elettriche.
Paura della signora delle pulizie con un neo sul viso!
Paura dei cani che mi hanno detto che non mordono.
Paura dell'ansia!
Paura di dover identificare il cadavere di un amico.
Paura di finire i soldi.
Paura di averne troppi, anche se a questo non ci crederanno mai.
Paura dei risultati dei test psicologici.
Paura di essere in ritardo e paura di arrivare prima degli altri.
Paura della calligrafia dei miei figli sulle buste.
Paura che muoiano prima di me e che mi sentirò in colpa.
Paura di dover vivere con mia madre anziana, anziano anch'io.
Paura della confusione.
Paura che questo giorno finisca su una brutta nota.
Paura di svegliarmi e scoprire che te ne sei andata.
Paura di non amare o di non amare abbastanza.
Paura che quel che amo risulterà letale per quelli che amo.
Paura della morte.
Paura di vivere troppo.
Paura della morte.
L'ho già detta.
Paura di vedere la macchina della polizia fermarsi davanti casa.
Paura di addormentarsi la notte.
Paura di non addormentarsi.
Paura del ritorno del passato.
Paura del presente che fugge.
Paura del telefono che squilla nel cuore della notte.
Paura delle tempeste elettriche.
Paura della signora delle pulizie con un neo sul viso!
Paura dei cani che mi hanno detto che non mordono.
Paura dell'ansia!
Paura di dover identificare il cadavere di un amico.
Paura di finire i soldi.
Paura di averne troppi, anche se a questo non ci crederanno mai.
Paura dei risultati dei test psicologici.
Paura di essere in ritardo e paura di arrivare prima degli altri.
Paura della calligrafia dei miei figli sulle buste.
Paura che muoiano prima di me e che mi sentirò in colpa.
Paura di dover vivere con mia madre anziana, anziano anch'io.
Paura della confusione.
Paura che questo giorno finisca su una brutta nota.
Paura di svegliarmi e scoprire che te ne sei andata.
Paura di non amare o di non amare abbastanza.
Paura che quel che amo risulterà letale per quelli che amo.
Paura della morte.
Paura di vivere troppo.
Paura della morte.
L'ho già detta.
Alda Merini, da "La terra santa"
Pensiero,io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero,dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero,dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.
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