domenica, novembre 20

Reale e surreale














ANDIAMO - GIANNI GRILLO



Andiamo, usciamo dai vecchi ricordi
seppelliamo ogni tenera traccia
delle nostre impronte lasciate
su quei momenti di sabbia.

Basterà la carezza calda dell’estate
a dissolvere la tua immagine
che perseguita i fondali dei miei occhi?

Basterà ch’ io tradisca i miei pensieri
affidandoli alle panaceiche lusinghe
di altre aride mani?

Basterà che, ad uno ad uno
io svenda i fotogrammi di quel film
privandoli del sonoro
come fossero sterili sequenze a luci rosse?

Il nostro Hilton è un albergo a buon prezzo
compresa un'abbondante colazione
ma se volete la chiave della stanza
provate prima a strapparci il cuore.

IO SONO SOLO - ARTUR BRAND


Non ho dimenticato quante volte
ho perso la strada
non ho dimenticato la voce
che mi disse ricorda
non ho dimenticato la voce
che mi disse ritorna.
Ho scordato la mano
che mi carezzava i capelli
ho scordato l'amico
a cui ho chiesto perdono.
Io sono solo,
ho vissuto la vita
che sognavo di vivere ,
senza pentirmi
ho pagato gli sbagli
che sapevo di fare,
ho lasciato le cose
che volevo lasciare.
Ho perso le cose
che volevo tenere.
Ma il mio spirito
è libero
 libero dentro.....


martedì, novembre 15

Ana Blandiana---------Dovremmo




Dovremmo nascere vecchi,
già dotati d'intelletto,
capaci di scegliere la nostra sorte in terra,
quali sentieri si avviano dal crocevia d'origine
e irresponsabile sia solo il desiderio di andare avanti.
Poi, andando, ringiovanire, ringiovanire sempre più,
maturi e forti arrivare alla porta della creazione,
varcarla e nell'amore entrando adolescenti,
essere ragazzi alla nascita dei nostri figli.
Sarebbero più vecchi di noi comunque,
ci insegnerebbero a parlare, per addormentarci ci cullerebbero,
e noi scompariremmo sempre più, divenendo sempre più piccoli,
come un chicco d'uva, come un pisello, come un chicco di grano...



Body art








Ana Blandia----------Il nord


Non bariamo per disonestà,

ma per incompetenza.

Annebbiati, non sappiamo

chi siamo e perché.

Dietro, una coda di genitori sconosciuti,

davanti, una coda di figli sconosciuti.

Cosa sappiamo? Chi conosciamo?

Ci muoviamo incerti:

facciamo un passo, uno ancora,

e un altro, e infine seguitiamo

guardando con nostalgia la direzione opposta…

Se almeno ci rispondessero a una domanda:

dov’è il nord?

Sulla fronte un poco si scompigliano i capelli

nel vento che s’alza

allo scorrere del tempo.

Ugo Foscolo-------------Io non so nè perchè venni al mondo





Io non so né perché venni al mondo,

né cosa sia il mondo, né che cosa io stesso mi sia;

e se io corro ad investigarlo,

ritorno sempre in una ignoranza più spaventosa di prima.

Non so cosa sia il mio corpo, i miei sensi, l'anima mia;

e questa stessa parte di me che pensa ciò che io scrivo,

e che medita sopra di tutto, e sopra se stessa, non può conoscersi mai.

Invano io tento di misurare con la mente questi immensi spazi dell'universo che mi circondano:

mi trovo come attaccato ad un piccolo angolo di uno spazio incomprensibile,

senza sapere perché sono collocato piuttosto qui che altrove,

o perché questo breve tempo della mia esistenza sia assegnato piuttosto a questo momento,

che a tutti quelli che precedevano, o che seguiranno.

Io non vedo da tutte le parti che infinità che mi assorbono come un atomo.

Tutto quello che io so, è, che vivo con un sentimento perpetuo di piacere e di dolore.

venerdì, novembre 11

MARIO LUZI ........ QUESTA FELICITÀ


 Questa felicità promessa o data
 m’è dolore, dolore senza causa
 o la causa se esiste è questo brivido
 che sommuove il molteplice nell’unico
 come il liquido scosso nella sfera
 di vetro che interpreta il fachiro.
 Eppure dico: salva anche per oggi.
 Torno torno le fanno guerra cose
 e immagini su cui cala o si leva
 o la notte o la neve
 uniforme del ricordo.


ANA ROSSETTI........ COME SAREBBE ESSERE TE





Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.



Abbraccio rosso e blu

Chiara Catapano

martedì, novembre 8

Wislawa Szymborska............Sorte



La sorte, finora,
mi è stata benigna.

Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.

Poteva essermi tolta
l’inclinazione a confrontare.

Potevo essere me stessa
ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

Herta Müller



A noi
si addice
la
paura
della
tenerezza

Erri De Luca..............Variante di canzone



“Io te vurria vasà“, sospira la canzone.
Ma prima e più di questo io ti vorrei bastare.
“Io te vurria abbastà“, come la gola al canto,
come il coltello al pane,
come la fede al santo io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei bastare,
“Io te vurria abbastà“.
“Io te vurria vasà“, insiste la canzone
Ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare.
“Io te vurria mancà“ più del fiato in salita,
più di neve a Natale,
di benda su ferite,
più di farina e sale.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare,
in nessun altro odore addormentare.
“Io ti vorrei mancare“
“Io tu vurria mancà“.

giovedì, novembre 3

CIO' CHE TI OFFRO ------- FRANCISCO VEJAR



Nulla di ciò che t'offro
è irraggiungibile:
cieli e solchi d'uccelli, carezze come nubi
-il tuo cuore che batte inimitabile-
Tutto questo è possibile
senza bisogno di fantasticare.

Altro non siamo che argentate tracce
lasciate dalle chiocciole nei luoghi
visitati nei sogni.
E mai nessuno chiederà in che giorno
o in che mese viviamo.

Un lampo che s'incunea dentro il tempo
è quanto ci rimane da salvare.
L'illusione di stare l'un con l'altro.

Nulla di ciò che t'offro
può sembrare impossibile:
pensieri in volo simili ad uccelli,
un ponte teso fra i nostri due mondi.
 
 

Patrizia Cavalli ---------- Non c'è niente da dire.

 



Anche quando sembra che la giornata
sia passata come un'ala di rondine,
come una manciata di polvere
gettata e che non è possibile
raccogliere e la descrizione
il racconto non trovano necessità
né ascolto, c'è sempre una parola
una paroletta da dire
magari per dire
che non c'è niente da dire.
 

Patrizia Cavalli ----- Tu mi vorresti


Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti

castrati e paralleli:dormono in fila infatti

e fanno i gatti solo di nascosto

quando non li vedi.

Ma io non sarò mai castrata e parallela.

Magari me ne vado,

ma tutta di traverso e tutta intera.

martedì, novembre 1

arte di carta





OMBRE














Sylvia Plath ---------- Diari


Com’è complesso e intricato il funzionamento del sistema nervoso! Lo squillo elettrico del telefono trasmette un formicolio di aspettativa alle pareti uterine; il suono della sua voce attraverso il filo, aspro, impudente, intimo, mi fa contrarre l’intestino. Se nelle canzonette si sostituisse la parola "amore" con "desiderio", ci si avvicinerebbe molto di più alla verità… Eddie, ho pensato. Quale ironia. Sei un sogno: spero di non incontrarti mai. Ma il tuo braccialetto è il simbolo del mio sangue freddo… la mia scissione della sera. Ti amo perché tu sei me… quello che scrivo, il mio desiderio di vivere molte vite. Nel mio piccolo sarò un piccolo dio. Sulla scrivania, a casa, c’è il racconto più bello che io abbia mai scritto. Come posso dire a Bob che la mia felicità scaturisce dall’essermi separata da una parte della mia vita, una parte di dolore e bellezza, per trasformarla in parole scritte a macchina su un foglio? Come può sapere, lui, che io giustifico la mia vita, le mie forti emozioni, le mie sensazioni, trasferendole sulla carta stampata?

Fernando Pessoa ----------- Villeggiatura



Sono venuto qua per riposare,

ma ho scordato di lasciarmi a casa.

Ho portato con me la spina essenziale di essere cosciente,

la vaga nausea, il morbo incerto di sentirmi.

Sempre quest'inquietudine masticata a bocconi

come pane rado e scuro che si sbriciola cadendo.

Sempre questo malessere buttato giù in fretta

come un vino d'ubriaco che neppure la nausea ostacola.

Sempre, sempre, sempre

questo difetto di circolazione nell'anima,

questa lipotomia delle sensazioni,

sempre...
da cup3tint3

lunedì, ottobre 31


James Ensor











Marianne Moore Che cosa sono gli anni


Che cos'è la nostra innocenza,
che cosa la nostra colpa? Tutti
sono nudi, nessuno è salvo. E donde
viene il coraggio: la domanda senza risposta,
l'intrepido dubbio, -
che chiama senza voce, ascolta senza udire -


che nell'avversità, perfino nella morte,
ad altri dà coraggio
e nella sua sconfitta sprona
l'anima a farsi forte? Vede
profondo ed è contento chi
accede alla mortalità
e nella sua prigionia ti leva
sopra se stesso, come
fa il mare dentro una voragine,
che combatte per essere libero
e benché respinto

trova nella sua resa
la sua sopravvivenza.
Così colui che sente fortemente
si comporta. L'uccello stesso,
che è cresciuto cantando, tempra
la sua forma e la innalza. È prigioniero,
ma il suo cantare vigoroso dice:
misera cosa è la soddisfazione,

e come pura e nobile è la gioia.
Questo è mortalità,
questo è eternità.

giovedì, ottobre 27

Quest'amore



Mio vecchio amore
amore che chiamo buona amicizia
amore di parola in fuga nel telefono
di sguardi abbassati
di formidabili pudori
amore dove esperienza significa paura
dove si sfiora l’abisso nel sorriso

amore totale racchiuso in educazione
che sfibra e non si comunica
che si lascia fluttuare
leggero come l’età
quando si fa di prime rughe pacifica

amore che sa ancora tremare
per chi guardando lo coglie
e ruba
nel discreto momento di un guardare

amore fatto di mare
che stenti a crederci, so
tutto il dolore di questo crescere
tutto il peso di questo dovere
così anche io come te
lascio che i giorni ci crollino addosso
continuando a cercarti solo per parlare.

Sospesa



Sospesa
mi tieni stretta
vortici lenti
l’emozione
scivola dentro ogni mia forma

Forma informe
di un corpo che vive ancora .
profonda presenza
l’assenza che m’avvolge
Finito,
 il tuo infinito
l’anima tocca
trasforma i corpi
nel suo silenzio pieno.

Il viso tra le mani ......... Tich Nhat Hanh


Mi tengo il viso fra le mani;

no, non sto piangendo.

Mi tengo il viso tra le mani

per tenere calda la mia solitudine:

mani che proteggono,

mani che nutrono,

mani che impediscono

alla mia anima di vivere

nella rabbia.

Lisa Wassmann --- Fotografia



Carlo Emilio Gadda



Il mio gran male è stato sempre e sarà sempre uno:

quello di desiderare e sognare,

invece di volere e fare.