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martedì, settembre 20
Paul Cezanne
Paul Cezanne (1839-1906) è il pittore francese più singolare ed enigmatico di tutta la pittura francese post-impressionista. Nato ad Aix-en-Provence, nel meridione della Francia, proviene da una famiglia benestante (il padre era proprietario della banca locale). Egli quindi ebbe modo di condurre una vita agiata, a differenza degli altri pittori impressionisti, e di svolgere una ricerca solitaria e del tutto indifferente ai problemi della critica e del mercato. Egli, infatti, nella sua vita, al pari di Van Gogh, vendette una sola tela, solo qualche anno prima di morire.
Pur vivendo quasi sempre a Aix-en-Provence, trascorse diversi periodi a Parigi dove ebbe modo di venire a contatto con i pittori impressionisti della prima ora quali Pissarro, Degas, Renoir, Monet e gli altri. Egli, come gli altri impressionisti, si vedeva rifiutato le sue opere dalla giuria del Salon. E così anche egli partecipò alla prima mostra che gli impressionisti tennero nello studio del pittore Nadar nel 1874. A questa mostra egli espose la sua famosissima opera «La casa dell’impiccato a Auvers».
La sua aderenza al movimento fu però sempre distaccata. La sua pittura seguiva già agli inizi un diverso cammino che la differenziava nettamente da quella di un Monet o di un Renoir. Mentre questi ultimi erano interessati solo ai fenomeni percettivi della luce e del colore, Cezanne cerca di sintetizzare nella sua pittura anche i fenomeni della interpretazione razionale che portano a riconoscere le forme e lo spazio. Ma, per far ciò, egli non ricorse mai agli strumenti tradizionali del disegno, del chiaroscuro e della prospettiva, ma solo al colore. La sua grande ambizione era di risolvere tutto solo con il colore, arrivando lì dove nessun pittore era mai arrivato: sintetizzare nel colore la visione ottica e la coscienza delle cose.
Egli disse infatti che «nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro».
domenica, agosto 28
John William Waterhouse (1849-1917)
J.W. Waterhouse, pittore e figlio d'arte, dato che entrambe i suoi genitori William e Isabela Waterhouse, erano pittori, nacque a Roma nel 1849.
A cinque anni si trasferì con la famiglia a South Kensington, Londra, studiò pittura con suo padre e si iscrisse alla Royal Academy nel 1870.
Le sue opere giovanili, profondamente influenzate da Lawrence Alma-Tadema e Frederick Leighton, ma con un tocco pittorico leggermente diverso, più ricco e sensuale, riprendono scene tratte dal mondo greco e romano, furono espose sia alla Royal Academy che alla Dudley Gallery.
Nel 1874, all'età di venticinque anni, Waterhouse presentò alla Royal Academy il primo dei suoi lavori maturi, l'allegoria "Il Sonno e la sua sorellastra la Morte" che lo rese celebre e che rimase per decenni una delle opere più amate dal pubblico.
Dopo aver sposato Esther Kenworthy nel 1883, Waterhouse intensificò la sua attività di pittore, dedicandosi a temi letterari, dipinti con uno stile personale e romanticamente fantastico.
Insegnante dal 1895 alla Royal Academy, insegnò anche alla St. John's Wood Art School del cui club fu membro fino alla morte.
Si ammalò di cancro nel 1915 e morì due anni dopo, lasciando a metà uno dei suoi numerosi quadri raffiguranti la morte di Ofelia.
La produzione di Waterhouse può essere raggruppata per temi entro due filoni principali: le opere di ispirazione classica e le opere di ispirazione medievale, tra cui spiccano i numerosi "Ofelia" e "La signora di Shalott", oltre ad altri dipinti a tema shakespeariano.
La signora di Shalott è uno dei personaggi che maggiormente ispirarono Waterhouse, portandolo a realizzare almeno tre differenti dipinti nel 1888, nel 1896 e nel 1915.
Il tema della donna che si strugge per amore, in questo caso Elaine of Astolat, ricorre nei dipinti di Waterhouse: non a caso un altro dei suoi soggetti ricorrenti è Ofelia nell'atto di raccogliere fiori, poco prima della morte.
Il dipinto unisce il tema femminile a quello dell'acqua, un'associazione che, insieme a quella con il fiore, è tipica della pittura simbolista in generale e dei preraffaelliti in particolare.
Frequenti sono anche le scene di vita nell'antica Roma, permeate da una delicata e decadente indolenza, cui sono assimilabili anche le numerose scene di vita ambientate in Italia.
Waterhouse godette di una notevole fama in vita, ma dopo la morte venne dimenticato fino alla fine del XX secolo, quando la sua opera fu rivalutata in seno a una generale riconsiderazione dell'arte vittoriana.
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