lunedì, maggio 21
L’ALBATRO CHARLES BAUDELAIRE : L'ALBATRO DA "I FIORI DEL MALE"
Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio
Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
Che seguono, indolenti compagni di vïaggio,
Il vascello che va sopra gli abissi amari.
E li hanno appena posti sul ponte della nave
Che, inetti e vergognosi, questi re dell'azzurro
Pietosamente calano le grandi ali bianche,
Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi.
Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore!
Lui, prima così bello, com'è comico e brutto!
Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco,
L'altro, arrancando, mima l'infermo che volava!
Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
Che abita la tempesta e ride dell'arciere;
Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
Per le ali di gigante non riesce a camminar
mercoledì, aprile 25
Paolo Silenziario..............STAVO PER DIRTI ADDIO
Stavo per dirti:”Addio!”; ma subito
ho frenato la mia voce: e sono ancora qui.
Separarmi da te mi fa paura: è spaventoso,
come l’amara notte di Acheronte.
Splendore del mattino è il tuo; ma è muto
il giorno:tu invece mi porti in dono la tua voce,
anche più dolce di un canto di sirena.
In lei è sospesa ogni speranza del mio cuore.
martedì, marzo 27
Tonino Guerra
Giardini Orselli
La farfalla
Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.
L’aria
L’aria l’e cla roba lizira
che sta dalonda la tu testa
e la dventa piò céra quand che t’roid
L’aria l’e cla roba lizira
che sta dalonda la tu testa
e la dventa piò céra quand che t’roid
L’aria è quella cosa leggera,
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi.
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi.
Amarcord
Lo so, lo so, lo so
che un uomo, a 50 anni,
ha sempre le mani pulite
e io me le lavo due o tre volte al giorno
ma è quando mi vedo le mani sporche
che io mi ricordo di quando
ero ragazzo
che un uomo, a 50 anni,
ha sempre le mani pulite
e io me le lavo due o tre volte al giorno
ma è quando mi vedo le mani sporche
che io mi ricordo di quando
ero ragazzo
giovedì, marzo 22
martedì, marzo 20
Plastinazione
La plastinazione è un procedimento che permette la conservazione del corpo umano tramite la sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone. Questa tecnica rende i reperti organici rigidi ed inodori, mantenendo inalterati i colori. La plastinazione è stata inventata e brevettata dall'anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens.
Von Hagens espone i corpi plastinati in pose caratteristiche. Nelle mostre, intitolate Körperwelten (in inglese Body World), i corpi alcune volte sono posizionati in maniera tale da ricostruire celebri opere d'arte, mentre altre volte assumono gesti atletici particolari. Infine, vi sono corpi sezionati per puri scopi didascalici. Nel fare assumere le diverse posizioni si fa estrema attenzione alla coerenza del gesto con il posizionamento dei vari elementi anatomici, in primo luogo dei muscoli.
- Imbalsamazione e dissezione anatomica Il primo passo del processo consiste nel bloccare i processi degenerativi pompando formalina nel corpo attraverso le arterie. La formalina uccide i batteri e blocca il decadimento tissutale. Usando strumenti da dissezione sono preparate le strutture anatomiche rimuovendo la pelle, il tessuto connettivo ed il tessuto adiposo.
- Rimozione dal corpo di grasso e acqua L’acqua ed i grassi solubili del corpo sono sciolti immergendo il cadavere in un bagno di acetone.
- Impregnazione a forza Questo secondo processo di scambio è il passaggio centrale della plastinazione. Durante l’impregnazione a forza del silicone (o un altro polimero analogo) rimpiazza l’acetone. Queste operazioni sono svolte in contenitori sigillati ed il silicone è inserito in questi contenitori in pressione in modo da penetrare in ogni cellula.
- Posizionamento Il corpo è posizionato nella posizione desiderata ed ogni struttura anatomica è fissata con l’aiuto di spaghi, aghi e mollette.
- Solidificazione Il passaggio finale è la solidificazione e il tempo ed il modo dipendono dal polimero usato. Certi polimeri solidificano per esposizione a gas, altri per esposizione a radiazioni UV ed altri ancora per esposizione a fonti di calore.
Body worlds........tra arte e scienza
Body Worlds del Dr. Gunther von Hagens illustra il corpo umano come non è mai stato fatto, rendendo accessibile al grande pubblico una serie di informazioni relative alla medicina e all’anatomia che altrimenti resterebbe relegata al solo ambito scientifico.
Grazie alla tecnica della “plastinazione”, inventata e brevettata
dallo stesso von Hagens, che permette di conservare tessuti e organi
sostituendo ai liquidi corporei polimeri di silicone, sarà possibile
vederecirca 200 autentici campioni di corpo umano: una maniera
innovativa per farconoscere i meccanismi vitali, il funzionamento degli
apparati, come quellocardiaco o respiratorio e mostrare le differenze
tra organi malati e sani.
Un modo diretto di divulgare ed educare sui temi dellasalute, del benessere, della corretta nutrizione.
“La morte è un fatto normale, è parte della vita. E’ la vita ad essere eccezionale”, ha detto von Hagens. E quanto sia straordinario il corpo umano e il suo funzionamento non potrebbe essere descritto meglio di così: lo spettacolo dell’anatomia, per la prima volta, sotto gli occhi di tutti.
Body Worlds è l’unica mostra dedicata all’anatomia umana, con un proprio
programma di donazione dei corpi curato dall’Institute for
Plastination, che conta circa 13000 donatori registrati.
Un modo diretto di divulgare ed educare sui temi dellasalute, del benessere, della corretta nutrizione.
“La morte è un fatto normale, è parte della vita. E’ la vita ad essere eccezionale”, ha detto von Hagens. E quanto sia straordinario il corpo umano e il suo funzionamento non potrebbe essere descritto meglio di così: lo spettacolo dell’anatomia, per la prima volta, sotto gli occhi di tutti.
lunedì, marzo 19
Jacques Brel............Non andare via
Non andare via
puoi dimenticare
tutto quello che
se ne è andato già
tutti i malintesi
e tutti i perché
che uccidevano
la felicità
puoi dimenticare
tutto il tempo che
è passato già
non esiste più
Non andare via Non andare via
Non andare via Non andare via
io ti offrirò
perle di pioggia
venute da dove
non piove mai
aprirò la terra
giù fino nel fondo
per coprirti d’oro
d’oro e di luce
e ti porterò
dove non c’è più
che quel che tu vuoi
che quel che tu cerchi
Non andare via Non andare via
Non andare via Non andare via
Non andare via
per te inventerò
le parole pazze
che tu capirai
e ti parlerò
di due amanti che
per due volte già
hanno visto il fuoco
ti racconterò
la storia di un re
che morì perché
non trovò più lei
Non andare via Non andare via
Non andare via Non andare via
Nel vulcano spento
che credevi morto
molte volte il fuoco
è rinato ancora
ed il fuoco brucia
tutto quanto intorno
e non riconosco
niente e nessuno
e quando c’è sera
e c’è il fuoco in cielo
il rosso e il nero
non hanno un confine
Non andare via Non andare via
Non andare via Non andare via
Non andare via
io non piango più
io non parlo più
mi nasconderò
e ti guarderò
quando riderai
e ti sentirò
quando canterai
sarò solo l’ombra
l’ombra della tua ombra
l’ombra della tua mano
l’ombra del tuo cane
Non andare via Non andare via
Non andare via Non andare via
Charles Baudelaire.............L’UOMO E IL MARE
Uomo libero,
sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio:
contempli l’anima tua
nell’infinito srotolarsi
della tua onda,
e il tuo spirito
è un abisso non meno amaro.
Ti diletti a tuffarti
nel seno della tua immagine;
l’abbracci con gli occhi
e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae
talvolta dal proprio battito
al fragor di quel lamento
indomabile e selvaggio.
Entrambi siete
tenebrosi e discreti:
uomo,
nessuno ha sondato
il fondo dei tuoi abissi;
mare,
nessuno conosce
le tue intime ricchezze:
tanto gelosamente serbate
i vostri segreti !
E tuttavia da secoli innumerevoli
vi fate guerra senza pietà nè rimorsi,
tanto amate la strage e la morte,
o lottatori eterni,
o fratelli inseparabili!
ANNA ACHMATOVA..............IN UNA NOTTE BIANCA
Ah, non avevo chiuso la porta,
le candele non avevo acceso,
non sai come, stanca,
non mi risolvevo a coricarmi.
Guardare come si spengono le macchie
d’abeti nel buio del crepuscolo,
inebriandomi al suono d’una voce
che somiglia alla tua.
E sapere che tutto è perduto,
che la vita è un maledetto inferno!
Oh, io ero sicura
che saresti tornato.
Salvador Espriu...............AI BORDI DEL MARE. AVEVO…
Al bordi del mare. Avevo
una casa, il sogno mio,
lungo i bordi del mare.
Alta prua. Per liberi
cammini d’acqua, la svelta
barca che comandavo.
Gli occhi conoscevano
tutto il riposo e l’ordine
di una piccola patria.
Quanto m’è necessario
di dirti la paura
che fa la pioggia ai vetri!
Oggi cade la notte scura
sopra la mia dimora.
Mi attirano le rocce
negre verso il naufragio.
Del cantico prigioniero,
ogni mio sforzo inutile,
chi può condurmi all’alba?
Ai bordi del mare avevo
una casa e un sogno lento.
mercoledì, marzo 14
Comunicazione di servizio
Questo post per scusarmi con quanti mi mi onorano di visite e commenti, non avendo molto tempo per seguire il blog mi limito a pubblicare i vostri graditi commenti .
Vi prego di volermi scusare e vi prometto che presto tornerò ad essere la matta logorroica di sempre .
un abbraccio giunga ad ognuno di voi
Elisabetta
martedì, marzo 13
NEL MOME UN DESTINO
TABACCHINO Carmelindo
FORMATO Felice CITTADINO Italo FALSO Salvatore SALVATI Salvatore FAVAGROSSA Candida Dante POMPA Evelin MANGIAFAVE PELO Eros FAVA Gina DALLAGIOVANNA Liana DEGLI UOMINI Primo DEGLI UOMINI Vito LA MORTE Felice LA MORTE Rito GRECO MEDAGLIA Olimpia Guida CINA PODIO Vittoria PODIO Onorato LACARBONARA Addolorata LACARBONARA Vita LA CAVALLA Arcangela LAZZAZZERA Felice LARDO Lardo LARASPATA Bernarda LACARRUBBA Giuseppa LACANNA Albina LA COGNATA Fortunata Natale STELLATO Guido BUCO Pasqua STELLONE MERCOLEDISANTO Pasqua PELONERO Santo Pietra CINQUEMANI RIVOLTELLA Betty SOMMA Fortuna MACCHIA Delvino INCULANO Carmelo (da confermare) Assetato BEVILACQUA (da confermare) CALDARO MINCHIA Rosa PUZZO Lina SABATO Domenica SORCIO Franco Ruggiero SORCINA Natale NEVOSO SII ONESTO Guerriero RICOTTA Bianca Felice TEMPESTA TEMPORALE Jerry Fiore FIORITO Renato DELLA PUZZA MINCHIA Giuseppa POPO' Francesco LAZZARIN PIPINATO Wally PISCIONE Fortunato PISCIONE Felice MELA Adamo PORTOLANO Rosa PORTOLANO Fortunato Felice AZZONE Primo DECIMO ORCO Donato GIUDA Salvatore MERENDINO Santo
FATICA Argentina
Generoso IMMEDIATO Gene IMMEDIATO FICCA Belviso Remo NAVE PASSALACQUA Aimeè INTELLIGENZA Iolanda Marziano BUONAFINE Gustavo CAROTA Benvenuta VACCA GUARDAVACCARO Donato Primo BATTIGAMBE PECORA Rosa PEZZODIPANE Manilla CACCHIONE Rubino CACCHIONE Restituta MASTRAPASQUA Pasqualino CAVALLO Fortunato AMICO Fedele Fiammetta PELAGATTA GATTO Felice Massimo GAY CAZZIN Rosa CAZZIN Virginie CAZZIN Bernardina Remo CAZZONI CAZZOLA Vanda TROI ION Adrian TROI Elena PUTTO GNERRO Bernardino PUTTO Tacito BOTTANA Bianca MIELE Santolo DOLCE Fiore DOLCE Oliva ZUCCHERO Rosa Rosetta PANEBIANCO Viva CAPEZZOLI POPPA Rosa TETTA Libera Wilma POPPE POPPA Bruna Fiore ZUPPA Vita ZUPPA MINESTRA Ringo Battista RISOTTO PAPPA Rino PADREVITA Libera Immacolata DELLE FEMMINE Donata GALLA DELLE FEMMINE Felice CACCAVALE DIOGUARDI Dante MERENDINO Giusto SCHIAVETTA Renata Jessica ORGASMO FLAUTO Rosa Bonfiglio DALLATURCA Italo RAZIONALE ZOCCOLA Diva Addolorata FERMA Olimpio GNAPPI Illuminato FALLICO INASPETTATO Delfina SCHIAPPA Nullo CICCIO' Nello |
Georgos Seferiadhis............La nostra terra è chiusa
La nostra terra è chiusa, tutta monti
che hanno per tetto il basso cielo giorno e notte.
Non abbiamo fiumi, non abbiamo pozzi non abbiamo sorgenti,
solo poche cisterne, e queste vuote, che risuonano e che veneriamo.
Suono stagnante e sordo, uguale alla nostra solitudine
uguale al nostro amore, uguale ai nostri corpi.
Ci stupiamo di aver potuto una volta costruire
case capanne e ovili.
E le nozze nostre, le fresche ghirlande e le dita
diventano enigmi inspiegabili alla nostra anima.
Come sono nati come si son fatti forti i nostri figli?
La nostra terra è chiusa. La chiudono
due cupe Simplegadi. Nei porti
la domenica quando scendiamo a respirare
vediamo rischiarati al tramonto
rottami di viaggi mai portati a termine
corpi che non sanno più come amare.
che hanno per tetto il basso cielo giorno e notte.
Non abbiamo fiumi, non abbiamo pozzi non abbiamo sorgenti,
solo poche cisterne, e queste vuote, che risuonano e che veneriamo.
Suono stagnante e sordo, uguale alla nostra solitudine
uguale al nostro amore, uguale ai nostri corpi.
Ci stupiamo di aver potuto una volta costruire
case capanne e ovili.
E le nozze nostre, le fresche ghirlande e le dita
diventano enigmi inspiegabili alla nostra anima.
Come sono nati come si son fatti forti i nostri figli?
La nostra terra è chiusa. La chiudono
due cupe Simplegadi. Nei porti
la domenica quando scendiamo a respirare
vediamo rischiarati al tramonto
rottami di viaggi mai portati a termine
corpi che non sanno più come amare.
giovedì, marzo 8
8 marzo
Le origini storiche della Festa della Donna e della scelta della data dell’8 marzo sono incerte.
La tradizione lega la festività ad un episodio avvenuto nel 1908: l’8 marzo di quell’anno, il proprietario di un’industria tessile di New York chiuse le porte della fabbrica per impedire alle operaie che stavano da alcuni giorni protestando contro le condizioni di lavoro a cui erano costrette di uscire.
Allo stabilimento venne poi appiccato il fuoco, e le 129 operaie rimaste chiuse all’interno morirono tra le fiamme.
Inizialmente le celebrazioni dell’8 marzo avevano luogo solo negli Stati Uniti ed erano dedicate al ricordo della tragedia avvenuta quel giorno del 1908.
Fu proprio Rosa Luxemburg a stabilire che la giornata dell’8 marzo fosse una giornata dedicata al ricordo di quell’episodio, una giornata di lotta internazionale.
Il significato autentico della Giornata Internazionale della Donna, che è divenuta una festa celebrata in diverse nazioni del mondo, è divenuto quello di celebrazione delle conquiste fatte dalle donne in campo sociale, politico ed economico.
Se in origine quella dell’8 marzo era una giornata di lotta, nella quale trovavano spazio le rivendicazioni delle associazioni femministe, oggi, anche se varie associazioni organizzano manifestazioni e convegni dedicati alla condizione femminile, la festa dell’8 marzo è sempre più sentita e vissuta come semplice occasione di ritrovo per le donne.
La mimosa come simbolo della Festa della Donna in Italia è stata scelta nel 1946 della Unione Donne Italiane (UDI ) per il suo colore, espressione di forza e vitalità e simbolo del passaggio dalla vita alla morte.
NON RECIDIAMO RAMI DI MIMOSA
CERCHIAMO DI ESSERE DONNE SEMPRE!!!!!
CERCHIAMO DI ESSERE DONNE SEMPRE!!!!!
Alaide Foppa.....Esilio
La mia vita
È un esilio senza ritorno.
Non ebbe casa
la mia errante infanzia perduta,
non ha terra
il mio esilio.
La mia vita navigò
su vascelli di nostalgia.
Vissi sulle rive del mare
guardando l’orizzonte
verso la mia casa sconosciuta
pensavo salpare un giorno
e il presente viaggio
mi lasciò ad altro porto di speranza.
E’ l’amore, forse,
la mia ultima baia?
Oh braccia che mi fecero prigioniera,
senza darmi riparo…
Anche dal crudele abbraccio
volli sfuggire.
Oh braccia fuggitive
che invano cercarono le mie mani….
Incessante fuga
e desiderio incessante
l’amore non è porto sicuro.
E non c’è terra promessa
per la mia speranza.
È un esilio senza ritorno.
Non ebbe casa
la mia errante infanzia perduta,
non ha terra
il mio esilio.
La mia vita navigò
su vascelli di nostalgia.
Vissi sulle rive del mare
guardando l’orizzonte
verso la mia casa sconosciuta
pensavo salpare un giorno
e il presente viaggio
mi lasciò ad altro porto di speranza.
E’ l’amore, forse,
la mia ultima baia?
Oh braccia che mi fecero prigioniera,
senza darmi riparo…
Anche dal crudele abbraccio
volli sfuggire.
Oh braccia fuggitive
che invano cercarono le mie mani….
Incessante fuga
e desiderio incessante
l’amore non è porto sicuro.
E non c’è terra promessa
per la mia speranza.
Maria do Rosário Pedreira - da:Tutti i nomi dell’amore
Lasciai cadere il tempo sul tuo nome,
come si adagia il marmo sulla terra e
l’acqua si sparge sulle braci. Mi vestii
di lutto come le donne che disfano le
culle vuote da tanto le guardano; e vidi
il sangue scendere finalmente sulla ferita,
come la cera che si rapprende sul palmo della mano
prima di perdersi nelle dita in polvere.
Se ti dimenticai, fu perché volli qualcuno che mi
chiamasse, un corpo che fosse un altro sul mio
corpo, una voce offerta per la mattina.
Ma niente, ma nessuno.
Se il tempo non sifosse abbattuto sul tuo nome
avrei potutoalmeno ora ricordarti –
poiché non c’è lapide senza corpo né cenere che non abbia arso.
E la casa è oggi più fredda che
mai: lasciai passare il tempo sul tuo nome,
e non c’è focolare, non c’è nido, non ci sono
figli che si possano perdere da me, né
candele per riempire di memoria questo silenzio.
domenica, marzo 4
Iscriviti a:
Post (Atom)





















































